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La malinconia natalizia. La sottile linea tra feste e tristezza.

  • Immagine del redattore: Claudio Romano
    Claudio Romano
  • 19 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min


È un fenomeno poco conosciuto, ma sicuramente frequente, tanto da essere oggetto di numerosi studi psicologici. Sto parlando della cosiddetta Festive blues, altrimenti detta Christmas melancholy.

Si tratta della sensazione, spesso sottovalutata, di uno stato emotivo caratterizzato da tristezza, nostalgia, senso di vuoto che si può verificare anche in persone normalmente equilibrate nell’ultima parte dell’anno, che, nella narrazione dominante, è considerato un periodo di gioia, convivialità e gratitudine. La malinconia natalizia, nella maggior parte dei casi, non è una patologia clinica, ma un disturbo transitorio che ha delle precise motivazioni psicologiche.


I marcatori temporali ciclici

Le festività appartengono alla importante categoria dei marcatori temporali ciclici, eventi ricorrenti che scandiscono il tempo (psicologico e sociale), consentendo alle persone di orientarsi, fare confronti e attribuire significato al passare del tempo. Ne esistono diverse tipologie, tutte molto potenti:

1.       Marcatori biologici e naturali: giorno/notte, stagioni, cicli lunari

2.       Marcatori calendariali: Capodanno, inizio mese, lunedì, ora legale e solare

3.       Marcatori religiosi e rituali: Natale, Pasqua, Ramadan, Yom Kippur

4.       Marcatori educativi: inizio anno scolastico, esami, vacanze estive, rientro a settembre

5.       Marcatori personali e biografici: compleanni, anniversari


Linearità vs circolarità

La nostra vita è un processo lineare, con un inizio ed una fine. Un fiume che scorre e non torna indietro. Ma è scandito dai marcatori ciclici, punti di riferimento ricorrenti e circolari che tornano periodicamente attraverso cui interpretiamo e valutiamo il tempo, soprattutto sul piano psicologico, più che cronologico. E il Natale è decisamente un marcatore molto potente perché:

·       ricorre con regolarità

·       è socialmente condiviso

·       possiede un forte contenuto simbolico

·       segmenta il flusso continuo del tempo in un “prima” e un “dopo”

Le tradizioni sono fatte apposta per essere ripetitive e questo crea un contrasto brutale con la linearità della nostra vita. La ciclicità ha un effetto ambivalente: da un lato può essere rassicurante (siamo ancora qui) ma dall’altro può essere anche destabilizzante perché il marcatore natalizio rende evidente ciò che:

·       non torna più (il tempo passato, la giovinezza, i defunti)

·       è cambiato

·       è rimasto incompiuto

È dalla sensazione di rimpianto del passato, dalla tentazione di fare i bilanci, dalla ripetitività dei gesti che nasce la malinconia natalizia.


Strategie di crescita personale per la Christmas melancholy

1.       Dare spazio all’emotività. Può sembrare un controsenso, ma per non subire passivamente la tristezza bisogna renderla attiva in un contesto chiuso. La sindrome della sedia vuota, in cui si sedeva sempre un nostro caro che non c’è più, un ricordo di una abitudine che non ripetiamo più possono essere rese meno doloroso concedendo uno spazio. Dedicare un momento specifico accendendo una candela, riguardare un album di foto, aggiungere una decorazione all’albero, ma poi chiudere l’esperienza in 20 minuti. Il concetto è quello caro alla mindfulness “ti vedo, ti do spazio, ti lascio andare”.

2.       Aggiornare le tradizioni. Se le tradizioni ti creano disagio, cambiale. Compra nuove decorazioni, cambia posizione all’albero, cambia il menu. Crea una nuova tradizione che rispecchi chi sei ora.

3.       Crea nuove occasioni per chi vive la magia. Erano i nostri genitori che creavano, nel bene o nel male, l’ambiente natalizio. Ora non puoi rivivere lo stupore natalizio infantile, ma lo devi creare per i tuoi cari. Sai cosa fare per creare connessioni, riportare calma, rendere questo un periodo che altri ricorderanno quando saranno a loro volta adulti. Fallo.

4.       Radicati nel qui e ora. Consiglio sempre valido e alla base di tutte le pratiche di consapevolezza. Vivi ora, assapora il dolce che stai mangiando, alzati presto la mattina e guarda il cielo azzurro, vai a fare una passeggiata al mare, prepara i pasti con la consapevolezza del momento. Anche quando ti lavi i denti, anche quando lavi i piatti.


La malinconia natalizia può bussare alla tua porta. Tentare di non farla entrare è molto difficile, meglio farla accomodare e servirle un the, ringraziarla per averci fatto capire quanto è preziosa la vita e riaccompagnarla fuori e poi versarsi un bicchiere di vino, per vivere, qui e ora, un altro, imperfetto Natale.

 
 
 

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